Come può accadere che un Monsignore “Dichiari il FALSO” seppure in una istanza di condono edilizio? - Non è peccato?
(Probabilmente avranno sbagliato i tecnici della Curia…, resta il fatto che il fabbricato di cui stiamo parlando resta ABUSIVO, e che pertanto il Monsignore dovrebbe autodenunciarne il possesso alle consegnando l’immobile alle autorità competenti…- Chi lo avvisa?
Come può conciliarsi il possesso consapevole di beni realizzati in difformità totale alle “Dubbie” concessioni edilizie (la lottizzazione fu consentita dal Comune di Casalnuovo di Napoli su un suolo agricolo senza che fossero interpellati gli enti preposti e senza che fosse intervenuta alcuna variante al P.R.G. vigente) non è dato saperlo…, sarà un ennesimo MISTERO DELLA FEDE…
I fatti:
Se si considerano le “ Opere di Religione dell’Arcidiocesi di Napoli ” un ente distaccato dalla Curia di Napoli, sono entrate in questa vicenda relativamente tardi, cioè quando divennero proprietari del fabbricato “D” del “Parco delle Ginestre e degli Abusi” parte integrante del complesso realizzato in difformità alla C.E. 133/90, mai realmente condonato.
Il 14 Dicembre 2004 l’amministratore delle “ Opere di Religione dell’Arcidiocesi di Napoli ”, Mons. Salvatore Ardesini, presentò una istanza di condono, prot. 50726, con la quale, SENZA DENUNCIARE IL POSSESSO DI AREE DEL COMUNE, RECINTATE ABUSIVAMENTE E ADIBITE A GIARDINI PRIVATI DEI PIANI RIALZATI chiese di condonare altri abusi gravanti il fabbricato “D”, per la precisione ingenti eccessi di volumetria per un totale di 97 metri cubi calcolando le OBLAZIONI in circa 14.650 Euro per il solo fabbricato “D” in loro possesso, peccato che secondo la recente CTU fatta eseguire dalla Procura della Repubblica di Nola – proc. 860/2007 gli abusi gravanti il fabbricato di proprietà delle Opere di Religione ammontano a circa 216 metri cubi, per cui l’oblazione avrebbe dovuto essere più che doppia…, peccato, perché anche quest’altro condono è risultato esiguo e non diretto a sanare veramente gli abusi che gravano il fabbricato.
Peccato che i tecnici che hanno presentato la pratica di condono prot. 50726 14.12.04 non abbiano tenuto conto che, ai sensi della Convenzione per lottizzazione rep. 87510 del 19.07.90 (rogitata presso il fu notaio Salvatore Sica tra il Comune di Casalnuovo e il primicerio della AUGUSTISSIMA ARCICONFRATERNITA SS. TRINITA DEGLI OSPEDALI DEI PELLEGRINI E CONVALESCENTI - altro Ente sotto il controllo diretto della Curia di Napoli all’epoca proprietario del suolo agricolo ) non erano consentiti eccessi di volumetria, pena il sequestro degli edifici a favore del Comune di Casalnuovo…
Ora, se Casalnuovo fosse territorio dello Stato italiano, cioè se vigessero le stesse leggi vigenti sul resto del territorio italiano, il fabbricato “D” delle Opere di Religione dell’Arcidiocesi di Napoli dovrebbe essere SEQUESTRATO!
Del resto, nelle pratiche edilizie e di condono e negli atti di vendita precedenti furono realizzate una caterva di reati amministrativi, civili e penali, comportanti la nullità dei rogiti notarili di trasferimento, al punto che il fabbricato, mai stato realmente di loro proprietà, era fin dalle origini da sequestrare a favore del Comune di Casalnuovo…, e lo è ancora oggi, se Casalnuovo fosse territorio dello Stato italiano.
Il sottoscritto tiene inoltre a evidenziare che nella suddetta istanza di condono prot. 50726 il dichiarante ha anche rilasciato dichiarazione giurata che gli abusi sono stati realizzati prima del 1995, particolare questo che voglio evidenziare alle autorità giudiziarie nel merito della denuncia che ho fatto contro la mai controparte processuale Del Vecchio Costruzioni S.p.A., il CTU Geometra Santo Flagiello e il dott. Mauro Criscuolo giudice monocratico del processo 13288/98 R.G.A.C. riteenndola una testimonianza, insieme alla CTU recentemente eseguita nel Processo a Nola, che vi fu frode giudiziaria e che la sentenza 309/04 ha il valore della carta igienica.
Vedasi Atti e documenti allegati