5 Luglio 2009
Caro Direttore, Sarei lieto se potesse pubblicare queste mie considerazioni sul suo giornale.
Dedicato a Salvatore Borsellino, a Sonia Alfano, a Gioacchino Genchi, a Gianluca Manca, agli organizzatori e ai ragazzi del Meetup di Pomigliano, Luigi Di Maio, Salvatore Ruocco e tutti gli altri.
Ho aspettato per scrivere qualcosa sulla manifestazione di sabato scorso (4 Luglio 2009) a Pomigliano D’Arco, (NA)
Ho aspettato soprattutto di leggere i quotidiani, per vedere se il buon Pino Neri, aveva scritto qualcosa che gli avessero lasciato pubblicare su "Il Mattino", e, se qualcun altro, su altri quotidiani, avesse riportato l’evento. Niente, il vuoto.
Senza la nostra testimonianza, per il mondo, , la manifestazione nella quale alcune centinaia di noi abbiamo sudato (Tantissimo...) abbiamo applaudito alzandoci spesso in piedi per testimoniare più forte la nostra vicinanza a Sonia, Salvatore, Gioacchino, Gianluca e a tutti i familiari delle vittime di mafia che non erano potuti venire, la manifestazione nella quale ci siamo commossi e... soprattutto indignati tantissimo..., - non c’è stata.
Riflettendo un po’ prima di decidere come raccontare quest’esperienza che segnerà positivamente il resto della mia vita, credo che la cosa più evidente era la presenza della MAFIA, una presenza forte, tangibile, nella mancanza di un qualsiasi rappresentante istituzionale...
Sabato, a Pomigliano D’Arco, ad accogliere una neo-eletta Parlamentare Europea non c’era lo Stato, quindi c’era la mafia.
Non è un pensiero mio, è stato già detto che dove c’è il vuoto istituzionale c’è uno spazio dove si infila il malaffare e questo malaffare è presente dove c’è un crimine in corso ma, lo è ancor di più, dove c’è l’assenza dello Stato.
E’ il nuovo modus-operandi della mafia del dopo Capaci e dopo via D’Amelio.
Non esserci fa meno rumore di esserci e produce uguali risultati, con il vantaggio che non mobilità le masse.
Tra i vari interventi di cittadini, un imprenditore di Avellino esposto ad attacchi camorristici ed estorsivi ha denunciato di sentirsi troppo solo, gli manca lo Stato!
Io, ho denunciato la mancanza di intervento dello Stato in mio aiuto, mentre (Volontariamente o meno non importa) è stato ed è vicino ai miei estorsori (ancora adesso è la mancanza di azione giudiziaria e amministrativa a far sì che io resti vittima di estorsione).
Angelo, della Terra dei Fuochi, ha denunciato la mancanza istituzionale, prima e adesso, a lasciar continuare i roghi di materiali tossici dei soliti noti (Stessa ora, stessi luoghi, stessi criminali, stesse omissioni di atti di ufficio da parte di chi potrebbe controllare e non lo fa, insomma, il vuoto istituzionale).
Salvatore, Gioacchino, Gianluca e Sonia, anche per gli altri appartenenti alla Associazione vittime di mafia, hanno denunciato la mancanza dello Stato prima e dopo la morte dei loro cari, perché non era lo "Stato", ma l’ANTI-STATO il loro interlocutore precedentemente alle loro uccisioni e non c’è ancora alcun "STATO" a difenderne il ricordo, cercando gli autori occulti degli agguati mafiosi.
Ieri ho mancato anch’io, per non voler apparire protagonista in una serata che aveva avuto un grandissimo spessore emotivo.
Mi ero riproposto, in un incontro dedicato ai familiari di vittime di mafia, di fare un omaggio a mia madre, De Mauro Maria Anna, ricordando un suo cugino, la cui mancanza, cioè il vuoto della sua presenza, causato dalla mafia, lo ha reso vivo e indimenticabile, nel mio pensiero, come in quello di tanti italiani.
Una mattina di Settembre del 1967 (Avevo 13 anni) recandomi in cucina per la colazione, mia madre mi disse: Mio cugino è scomparso, non si trova più (aveva appreso la notizia in televisione) quel cugino era, anzi è il giornalista Mauro De Mauro nel mio ricordo e in quello di tanti italiani, insieme a Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino e a tutte le altre vittime di mafia. ancora vivo.
Mentre lo Stato, manca nel cercarne i resti, come ne avesse paura.
Luigi Iovino