
Mi chiamo Luigi Iovino, sono nato a Napoli il 6.12.1954, C.F. VNILGU54T06F839A, da 14 anni sono costretto a ricorrere alla giustizia (anche contro gli stessi giudici che avrebbero dovuto darmi giustizia) per veder riconosciuto il diritto della mia famiglia a restare indenne da una truffa immobiliare e dal tentativo di obbligarci all’acquisto (Illecito) di un immobile costruito abusivamente e vedersi riconosciuti la restituzione dei propri soldi e il giusto risarcimento.
Attualmente, con la mia famiglia, siamo assistiti da vari avv.ti del foro di Napoli: Raffaele Leone, (Penalista, patrocinante in Cassazione), Davide Attilio, (Amministrativista, patrocinante in Cassazione) e Massimiliano Cicoria (Civilista) nei vari giudizi che abbiamo pendenti, tra cui:
In sede civile:
· Il ricorso in Cassazione n° 29382/2005 contro la sentenza di Appello 2360/05 (Appello adito contro la sentenza di I° 309/04) cause inverosimilmente perse presso il Tribunale e la Corte di Appello di Napoli.
· La citazione presso la Corte di Appello di Napoli, IIIa sec. Civile, per la seconda richiesta di Revocazione della Sentenza di Appello e, conseguentemente, della sentenza di 1° grado, presentata il 2 Luglio 2009 R.G. 2876, (Udienza fissata per l’8 Gennaio 2008);
In sede penale:
Con denuncia del 7 Gennaio 2007 siamo riusciti a ottenere che la Procura di Nola facesse realizzare una C.T.U. sui documenti e sui luoghi della costruzione e a far rinviare a giudizio l’amministratore della società, e un Tecnico (Un architetto) per falsità degli atti del condono edilizio alla base della truffa, con il rammarico che il P.M. non ci ha riconosciuto parte danneggiata, ruolo che ha riconosciuto al comune di Casalnuovo. - Il 16 giugno è iniziato il processo.
Il comune, probabilmente per fare un altro favore ai costruttori abusivi, non si è costituito in giudizio come “Parte lesa”, noi sottoscritti, (Luigi Iovino e Leone Lucia) invece abbiamo presentato richiesta di Costituzione di Parte Civile. – Il giudice si è riservato di rispondere alla nostra richiesta per il 16 Febbraio 2010.
Con denuncia dell’11 Gennaio 2007 (e con la strenua opposizione al tentativo di insabbiamento della stessa) abbiamo ottenuto che la Procura di Roma aprisse un fascicolo e che si indagasse sulle indagini archiviate troppo velocemente nel 2005 alla Procura di Napoli e sull’operato del personale di giustizia nei processi civili e penali.
Dal procedimento romano dovremmo avere qualche risposta per la fine di Luglio 2009.
Intanto presso la Procura di Nola abbiamo presentato nuove denunce per mostrare (Ulteriormente) le gravissime responsabilità dei dipendenti dell’Amministrazione Comunale di Casalnuovo di Napoli non solo nelle costruzioni abusive ma anche in una frode amministrativa in corso i cui mandanti non possono non essere che gli enti di Culto controllati dalla Curia di Napoli che prima favorirono la costruzione di 135 appartamenti abusivi (Omettendo ogni tipo di controllo sugli abusi edilizi ed amministrativi commessi) e da 15 anni circa si godono i frutti degli illeciti, cioè i canoni di locazione di 40 appartamenti abusivi (Costruiti con i soldi ricavati dalla vendita di altri 95 appartamenti abusivi a famiglie ignare di aver acquistato immobili non commerciabili).
Intanto, per gli effetti della sentenza 309/04, noi continuiamo a vivere SOTTO ESTORSIONE.
(La sentenza 309/04 oltre ad aver autorizzato la nostra controparte a derubarci la autorizzò anche ad imporci il pagamento di un risarcimento di oltre 30.000 Euro, che potrà pretendere finche non sarà annullata la medesima sentenza.)
La storia in breve:
Nel luglio del 1993 sottoscrissi in preliminare di acquisto per un immobile, allora in costruzione in Casalnuovo di Napoli. (Gli immobili vennero già edificati abusivamente la la società lo nascondeva abilmente, mentre i mancati controlli del Comune facevano apparire tutto regolare)
Il 16 Dicembre 1994 ricevemmo il possesso materiale dell’immobile ( La casa ci venne consegnata prima di intestarci la casa e accollarci il mutuo)
Il 16.11.1995, convenuti al rogito, da alcune divergenze documentali mi accorsi che ci avevano truffato, facendoci versare circa 100 milioni di lire per una casa costruita abusivamente e che stavano per truffarmi altrettanti soldi facendomi accollare un mutuo per una casa che sarebbe rimasta abusiva ed a rischio sequestro da parte delle autorità preposte, per questo motivo rinunciai ad intestare l’immobile e chiesi la rescissione del contratto per inadempienza della venditrice.
Non riuscendo ad ottenere bonariamente la restituzione dei soldi versati e il relativo risarcimento, secondo gli accordi previsti nel preliminare sottoscritto, che ritenevo valido, e, secondo legge, chiesi la costituzione di un Arbitrato civile.
Si era ormai nel 1996, per vari ostacoli posti dalla venditrice l’Arbitrato arrivò a comporsi il 1 ottobre 1997. (Arbitrato che non portò ad alcuna conclusione al punto che dovetti farlo annullare con ricorso all’art. 821 cpc) e poi alla giustizia ordinaria, presso il Tribunale di Napoli, dove il giorno 27.11.1998 mia moglie (intestataria del Preliminare) presentò l’atto di costituzione in giudizio.
La causa si incardinò presso la IIa sez. civile, del Tribunale di Napoli alle cure del dott. Mauro Criscuolo;
La società, come già aveva fatto in Arbitrato, si presentò con atto di Costituzione e risposta e Domanda Riconvenzionale, affermando, contro ogni evidenza, che l’immobile che intendeva farci acquistare era conforme alle normative, quindi commerciabile.
Durante il procedimento di 1° grado fu espletata una C.T.U., poi seguita da una C.T.U. suppletiva.
Entrambe le consulenze, si conclusero, in perfetta assonanza con la nostra controparte, e cioè determinarono che l’immobile, nonostante fosse privo di abitabilità e il relativo condono edilizio non fosse ancora definito e si sapeva che le oblazioni erano incongrue, doveva ritenersi commerciabile.
Il giudice dott. Mauro Criscuolo fee proprie le conclusioni del C.T.U. e scrisse nella sentenza 309/04 che il nostro rifiuto a completare l’acquisto dell’immobile era pretestuoso, motivo per il quale il Tribunale di Napoli, in nome del Popolo Italiano, ci condannò a perdere tutto quanto avevamo versato, (Oltre centomilioni di lire) a lasciare immediatamente l’immobile nel quale abitavamo da 10 anni in attesa di vederci restituiti i nostri soldi più il risarcimento, e inoltre a dover pagare alla nostra controparte un risarcimento di oltre 30.000 euro, che stanno crescendo dal 13 Gennaio 2004 in avanti (Non ancora pagati e che non pagheremo mai, neanche mi mettessero una pistola in bocca, perché parte dell’estorsione che dopo pochi mesi, il 7 Settembre 2004, con l’esecuzione dello sfratto forzato a mezzo dell’intervento della FORZA PUBBLICA riuscirono a mettere in atto.
Inutile dire che per quanto ci riguarda dal 13 Gennaio 2004 e per tutte le volte successive che i nostri aggressori hanno violato il nostro domicilio per tentare di sfrattarci (Fino a riuscirci il 7 Settembre 2004 e ogni volta che la giustizia ci ha dato torto (In primo e secondo grado) e quando hanno archiviato le denunce senza indagare veramente la nostra famiglia si sente oggetto di una azione mafiosa che ha avuto inizio con la negazione di giustizia e continua ancora.
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La nostra controparte, insieme al personale di giustizia e a dipendenti del Comune di Casalnuovo, (grazie alla non belligeranza del nostro avvocato civilista del 1° grado Vincenzo Giordano del foro di Napoli) e al giudice dott. Mauro Criscuolo della IIa sezione civile (Castelcapuano) che ci diede torto contro ogni risultanza documentale formarono un sodalizio criminale il cui unico scopo era evitare che gli immobili fatti costruire dalla Curia di Napoli, con finanziamenti della Banca di roma e soldi truffati ai privati, venissero sequestrati, e fin’ora ci sono riusciti molto bene.
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Fatto è che il Comune il 29.11.2004 inviò sui luoghi un Architetto e questi rilevò gli abusi, denunciandoli sia al Comune che ai Carabinieri che ai magistrati delle Procure di Napoli (R.G.N.R. 45579/04) e Nola (R.G.N.R. 7225/04) ma entrambi i magistrati, grazie anche a deposizioni addomesticate dell’Architetto del Comune, archiviarono i procedimenti, come se nulla fosse accaduto.
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Ad inizio del 2005 mentre era in corso l’Appello e i procedimenti penali erano ancora aperti la società costruttrice (Che era solo una testa di legno dei veri responsabili della costruzione) con l’aiuto del Tecnico del Comune fece risultare come se dal Comune di Casalnuovo fosse partita una richiesta di integrazione del Condono edilizio e l’Amministratore della società depositò al comune alcuni grafici e una relazione, servendosi poi della nota di deposito per testimoniare nel processo in grado di Appello di aver adempiuto alla integrazione degli atti, millantando così di essere in buona fede...;
Il sottoscritto, (Consapevole che la pratica di condono ai fini amministrativi era da considerarsi decaduta) allarmato da quella integrazione, si recò al Comune e, prelevati gli atti in copia conforme li fece periziare, scoprendone la falsità rispetto ai luoghi, motivo per cui denunciò il tutto alla Procura di Nola, presso la quale per ottenere il prosieguo delle indagini e l’esecuzione e il deposito della consulenza dovette anche incatenarsi e fare varie proteste.
Comunque il PM alla conclusione delle indagini ha concluso che la società aveva dichiarato il falso, nel condono, motivo per cui oggi i responsabili di quella integrazione sono sotto processo.
Fatto è che il PM dott. Francesco Raffaele non ha voluto riconoscerci parte danneggiata nonostante gli avessimo portato fin dal 2004 e poi in varie denunce le prove documentali che quel condono per il quale era stato dichiarato il falso era all’origine dell’intera vicenda e che il C.T.U. di 1° grado non se ne era accorto.
Le ulteriori indagini che abbiamo fatto esperire ci hanno quindi fatto accertare:
· Che la costruzione era abusiva fin dalle origini e che i proprietari del suolo, i responsabili della costruzione e i responsabili presso l’Ufficio Tecnico erano d’accordo per coprire ogni cosa.
· Che gli immobili costruiti erano totalmente difformi dalle concessioni rilasciate (Di cui è in dubbio la stessa legittimità del rilascio perché in difetto alla legge 47/85)
· Che erano stati realizzati degli eccessi di volumetria (che ancora oggi gravano gli immobili senza che nessuno chieda alcunché ai proprietari; (In difetto alla legge 47/85)
· Che non furono rispettati i parametri della legge sui parcheggi al servizio delle nuove unità abitative costruite (Legge 122/89);
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In questo stato dei fatti, di cui, oltre a noi, sono a conoscenza:
· I Commissari Prefettizi, guidati dal viceprefetto Carlo Boffi, la segretaria Comunale, il responsabile dell’Ufficio Legale e i responsabili dell’U.T.C. del Comune di Casalnuovo di Napoli attualmente sotto la responsabilità dell'Ing. Luigi Giampaolini;
· Il Comandante della tenenza dei Carabinieri di Casalnuovo di Napoli e il Comandante di Castello di Cisterna (Capitano Orazio Ianniello) e del Comando Provinciale di Napoli (Generale Gaetano Maruccia);
· Il Comandante della locale Caserma della Guardia di Finanza e alcuni marescialli sottoposti;
· La Polizia di Stato di Napoli sezione Frodi Amministrative;
· La Prefettura di Napoli fin dai tempi del Prefetto Renato Profili e oggi di Alessandro Pansa;
· Il Procuratore Capo della Repubblica, di Napoli, dott. Giandomenico Lepore (Informato dal sottoscritto con la coniuge Leone Lucia e il proprio Avv.to Raffaele Leone del comportamento di un suo PM, la dott.ssa Anna Maria Lucchetta, oggi denunciata alla Procura di Roma).
· Il procuratore Capo della Repubblica, di Nola (NA) dott. Paolo Mancuso (presso al cui procura sono ormai decine gli esposti senza che si faccia realmente nulla per fermare gli illeciti e i colpevoli di una frode amministrativa in corso; (L’ultimo incontro con il Procuratore e il magistrato inquirente e le ultime assicurazioni lo abbiamo avute ieri 20 Luglio 2009);
· Il Cardinale Crescenzio Sepe (alle origini della vicenda la Diocesi di Napoli era guidata dal Cardinale Michele Giordano :
· I responsabili della società di Costruzione (All’epoca dei fatti Patrizia Boldoni e Corrado Ferlaino, e i lori ingegneri e dipendenti).
· I notai Nicola Capuano e Renato Ferrara, già denunciati alla Procure di Napoli e Nola e al responsabile del Consiglio notarile di Napoli dott. Tommaso Gaeta che non se ne è fottuto proprio;
· Decine di migliaia di persone, anche politici e autorità nazionali, che in questi anni hanno avuto modo di visitare il mio sito web o, vedere i miei video di denuncia;
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Nel corso di queste vicende durate ormai (Nella fase più calda...) oltre 12 anni, non ho mai escluso la buona fede di chi sapevo implicato e per non restare con il dubbio, prima di denunciarli, mi sono recato più volte presso il Comune di Casalnuovo di Napoli, presso i Carabinieri locali, distrettuali e Provinciali, presso la Curia di Napoli, presso la Guardia di Finanza, presso la Polizia, presso la Prefettura, decine di volte presso le suddette Procure di Napoli e Nola, tornando quasi sempre disgustato dal comportamento ostile, sempre fintamente accogliente ma subdolamente tesso a sfiduciarmi dalla ricerca della giustizia.
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Per tutto quanto sopra, devo concludere, che deve necessariamente esistere un patto tra operatori deviati della Chiesa, dello Stato (Compresa parte della magistratura) delle Forze dell’ordine, e di una criminalità con i colletti bianchi, fosse anche di non belligeranza tra di loro, a danno di chi cerca giustizia contro una delle componenti.
Un patto che non esclude il riscorso alla violenza, alla prevaricazione, alla negazione dei diritti e della giustizia, con l’unico scopo di salvaguardare gli interessi illeciti dell’uno e dell’altro, in un carosello che travolge ogni legittima aspirazione dei cittadini comuni.
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E in questo contesto, e firmando questa lettera aperta che io accuso i sunnominati di aver stabilito e di difendere tra di loro un patto mafioso, a danno non solo del singolo (nella fattispecie io e la mia famiglia) ma dell’intera comunità.
In piena facoltà di intendere e volere,
Napoli 21.09.2009
Lettera Firmata
Luigi Iovino