La speculazione edilizia in Via Strettola a Casalnuovo di Napoli ebbe origine a cavallo degli anni ottanta, (1985) quando su un suolo agricolo di proprietà della Augustissima Arciconfraternita SS. Trinità degli Ospedali riuniti dei Pellegrini e Convalescenti (ente di culto che agisce sotto il controllo della Curia di Napoli) il Comune rilasciò la Concessione edilizia 130/85, per la costruzione di un fabbricato.
(Sui suoli agricoli in realtà non si può edificare, a meno che (non sembra accadde nel nostro caso) non venisse stato approvato un nuovo piano regolatore o chiesta una modifica a quello vigente).
Fatto è che, qualche anno dopo, tramite una richiesta di lottizzazione approvata con delibera comunale n° 48 del 6 Aprile 90 e la stipula di una convenzione edilizia tra il Comune e l’ente proprietario del suolo, (rep. 87510 del 19.07.90 n° raccolta 19263 registrato presso gli uff. Atti pubblici di Napoli il 3 Agosto 1990), la concessione originaria si tramutò in una nuova Concessione Edilizia (133 del 21.12,1990) questa volta, in qualche modo, i fabbricati divennero 7, per un volume massimo (Non ampliabile) di metri cubi 26.959 (che invece fu superato di 1297 metri cubi, realizzando una difformità totale non sanabile con le leggi attualmente in tema vigenti);
La “Gallina dalle uova d’oro”
Per la costruzione l’Arciconfraternita dei Pellegrini (e quindi la Curia di Napoli) scelse una società del gruppo controllato dall’ing. Corrado Ferlaino (ex patron Calcio Napoli) amministrata dall’allora moglie Patrizia Boldoni.
I contatti (ed anche alcuni passaggi contrattuali) con l’arciconfraternita vennero assicurati da Dario Boldoni, fratello di Patrizia, al contempo confratello dell’Arciconfraternita (tutto in famiglia) mentre notai disponibili assicurarono la formale regolarità della situazione.
Con pochi atti amministrativi illegali si trasformò un suolo agricolo (dal valore effimero) in un suolo edilizio (Il Comune ci guadagnò una scuola da costruirsi nel lotto della Arciconfraternita, ma ben più alti erano gli interessi, non dichiarati né dichiarabili, degli amministratori e tecnici comunali che consentirono agli illeciti (E che ancora oggi, contro ogni evidenza, provvedono, alla loro copertura);
La ditta costruttrice, ancora prima di iniziare i lavori, decise che i progetti erano troppo costosi (2 piani di parcheggi interrati vennero soppressi, con notevole risparmio sulle palificazioni, sui muri di contenimento, sulle viabilità) ed inoltre per assicurarsi un maggiore introito la società già dalla progettazione realizzò i fabbricati con una altezza di 70 cm superiore in modo da spalmare la cubatura in eccesso di 1297 metri cubi su 24 appartamenti che, altrimenti, non potevano essere realizzati.
Tutti questi abusi vennero nascosti dai direttori dei lavori con dichiarazioni di conformità inveritiere, mentre al Comune, mentre si costruiva in totale difformità alla licenza ottenuta, si mascherarono i lavori con una “Richiesta di Variante edilizia” che in realtà non era la pratica amministrativa utile a sanare gli abusi, in quanto improcedibile a tutti gli effetti di legge.
Il valore di mercato a cui si vendettero gli immobili abusivi e le loro pertinenze di provenienza furtiva nel 1995 approssimava a Lire 24.000.000.000 (ventiquattromiliardi di lire) che ai valori attuali di mercato sono diventati una cifra niente male...
La società costruttrice non si accontentò, procedette a frazionare e vendere anche aree che avrebbe dovuto riconsegnare al Comune ad uso pubblico, aiuole e parcheggi comunali, aree che per effetto di tali artifici speculativi, catastali, amministrativi e notarili, divennero posti auto privati e giardini di pertinenza esclusiva annessi agli appartamenti ai piani rialzati.
Parte delle aree sottratte al Comune (Mancata consegna al completamento della opere), separate dalle circostanti vie comunali da muretti e recinzioni costruiti abusivamente, divennero aree condominiali (Denuncia Architetto del Comune prot. 50944 del 14.12.2004).
Il costo della costruzione dei 135 appartamenti, (Franco il costo del suolo come dicevamo agricolo e inidoneo alle costruzioni) ai prezzi di mercato correnti (Pagando tutto e tutti, cosa che non è certo che sia avvenuto tali e tante sono le pendenze del gruppo costruttore) potè approssimarsi intorno a lire 4.000.000.000 (quattromiliardi).
La differenza dal valore commerciale degli appartamenti al costruito, grazie anche agli abusi compiuti, giustificò ampiamente i 15 appartamenti dati alla Arciconfraternita per la permuta e quelli dei 25 dati alle Opere di Religione dell’Arcidiocesi di Napoli.
Con i soldi racimolati dalle 95 vendite di immobili a privati, quantificabili in oltre 15.000.000.000 (Tra cui si tentò di coinvolgere il sottoscritto che nella vicenda fu derubato di oltre 100.000.000 nel 1994) furono pagati i costi di costruzione, come dicevano circa 4.000.000.000 per cui è da evidenziarsi un avanzo, a cose fatte, di circa 11.000.000.000, che sicuramente andarono a soddisfare chi aveva contribuito a far si che l’operazione avesse potuto iniziare, sostenersi finanziariamente, procedere senza controlli, (prima, durante e dopo - ancora oggi gli immobili sono tranquillamente abitati e/o commerciati illegalmente – grazie anche alla compiacenza dei notai che omettono i controlli di legge - nonostante le cosiddette “Forze dell’ordine” e la magistratura sono al corrente.)
Particolare sconcertante emerso durante l’accertamento fatto svolgere dalla Procura di Nola, (C.T.U. depositata il 23.01.08) il giardino a me promesso in vendita come “Pertinenza esclusiva” (che per convenzione doveva riconsegnarsi come area demaniale - effettivamente in mio uso per averne avuto il possesso dal 16.12.1994 al 07.09.2004) prima che venissi invitato al rogito il 16.11.1995 era stato condonato dalla venditrice come “Parcheggio condominiale” il giorno 1.03.1995 e asservito per tale uso al “Condominio Parco delle Ginestre” il 12.07.95.
Al momento del rogito c’erano quindi varie truffe una dentro l’altra, come le Matriosche russe.
Ancora non ho capito cosa avessero voluto realmente vendermi.
Al mio rifiuto a stipulare il notaio Nicola Capuano mi chiese se, rifiutandomi di firmare il rogito, lo stavo chiamando ladro: La mia risposta fu SI! – La confermo ancora oggi.
Trattasi del notaio Nicola Capuano, con studio in Napoli alla via Depretis n° 5, iscritto ai collegi riuniti di Napoli, Nola e Torreannunziata, attualmente con studio associato alla sig.ra Notaio Lea Sbriziolo.
L’operazione finanziaria;
la Banca di Roma rilasciò alla società Del Vecchio Costruzioni, notoriamente in gravissime difficoltà economiche (le stesse che portarono il Calcio Napoli al fallimento) un mutuo per un valore di Lire 11.000.000.000 (undicimiliardi), su un suolo che certamente non poteva dirsi edilizio, e costruzioni, già avanzate in difformità.
Quindi c’è da credere che le garanzie per la Banca, a monte della concessione del credito, dovevano essere di terzi, forse la stessa Curia o chi per essa (Il libro Vaticano S.p.A. ci delucida su operazioni losche avvenute e garantite in scenari altrettanto sconcertanti )
Il prestito effettivamente erogato, stante la vendita in costruzione di circa il l’80% degli immobili, poi ridotto a 6.670.000.000, in due erogazioni a distanza di pochi mesi, tra giugno e settembre1993, mentre la costruzione abusiva era in buona parte concretizzata (nel condono 2780/95 prot. 10503 la sig.ra Boldoni dichiarerà completati gli abusi al 31.12.1993, quindi anche a Settembre dovevano esserci evidenze di tali abusi) ma la banca di roma non ebbe problemi a frazionare il debito ai privati acquirenti successivamente, ipotecando immobili che, legalmente, non erano ipotecabili.
Quindi qualcuno, diverso da Patrizia Boldoni, doveva avere offerto le garanzie alla Banca di Roma per la concessione del credito per realizzare la costruzione. (Mutuo stipulato per atto del Notaio Nicola Capuano del 10.09.1992 rep. 57487)
Questo qualcuno, che aveva in mano l’operazione, (penso alla Curia di Napoli e quindi all’Arcivescovo Michele Giordano o chi per Lui (e comunque sotto la Sua responsabilità) ) era il vero fautore della operazione, per la quale si trasformava un suolo precedentemente agricolo, in svariati miliardi di guadagno illecito, circa 11 nel giro della realizzazione edilizia.
Apro parentesi:
Chi ha una visione abbastanza larga degli eventi che si stanno succedendo da un trentennio in questo paese ricorda le colline del disonore di Palermo, con operazioni altrettanto abusive, ma avvalorate da atti notarili (oggi gli immobili a rischio sequestro e/o abbattimento ) e condoni in parte passati in parte no...
Operazioni similari sono avvenute ed avvengono in varie parti di Italia...
Da poco Giorgio Bocca ha scritto l’articolo “Quanti amici ha Totò Riina” abbracciando Chiesa, Carabinieri (Più in generale le forze dell’ordine) e Mafia (Cioè il malaffare) contemplando l’evidenza che sono quelle istituzioni presenti sui territori che per necessità contingenti e per quieto vivere, paiono aver aderito a compromessi non scritti, tentando di non calpestarsi i piedi a discapito dei cittadini.
Chiudo parentesi.
Certamente un dato di fatto si è raggiunto con la Consulenza tecnica di ufficio fatta realizzare dalla Procura di Nola ed ivi depositata il 23.01.2008: I fabbricati sono stati eseguiti in difformità totale alla Concessione edilizia 133/90 sia per quanto riguarda gli eccessi di volumetria per mc 1297, sia per quanto riguarda il mancato rispetto dei parametri fissati dalla legge 122/89 in materia di proporzionali parcheggi rispetto alle volumetrie edificate, norma inderogabile di ordine pubblico.
Ciò vuol dire che non essendo condonabili tali difformità, a prescindere da condoni presentati e soldi versati come oblazioni, le autorizzazioni edilizie fin’ora rilasciate e la stessa Convenzione per lottizzazione all’origine della vicenda sono da dichiararsi decadute e gli immobili da sequestrarsi a favore della Amministrazione Comunale di Casalnuovo di Napoli, non agli attuali proprietari ma alla Augustissima Arciconfraternita, che ne ritorna proprietaria per effetto della NULLITA’ degli atti notarili fin ora stipulati.
Tale naturale conclusione è ostacolato dalla presenza, al Comune, dei medesimi responsabili ceh avevano taciuto sugli illeciti durante la costruzione.
In conclusione
Chi oggi ostacola l’applicazione della legge sta difendendo una operazione immobiliare realizzata con soldi anticipati dalla Banca di Roma, via via integrati da preliminari di acquisto di privati acquirenti che a partire dal 1993 cominciarono a versare quote di anticipo e rate, fino a completare i pagamenti nel finire del 1995.
Dei 135 appartamenti realizzati i primi 15 furono dati in permuta alla Arciconfraternita per saldare ad essa la parte relativa alla cessione dei suoli (Come detto di valore effimero perché agricoli) tutt’ora producono canoni da locazione illeciti.
Altri 25 appartamenti, benché abusivi e gravati da altre efficienze civili e penali, furono “Donati” (Almeno così fu affermato dai responsabili della società) dalla Del Vecchio Costruzioni S.p.A. alle “Opere di Religione dell’Arcidiocesi di Napoli” – anche queste lucrano illecitamente sugli immobili pressappoco dal 1995 – Dopo un accertamento del Comune di Casalnuovo realizzato dall’Architetto Domenico D’Alise il 29.11.2004, Mons. Salvatore Ardesini, amministratore delle stesse, presentò un condono, (Parziale e in parte inveritiero dei veri abusi che affliggono gli immobili – tacendo su quelli non condonabili) nel quale condono, presentati ai sensi della legge 269/2004 e successive modifiche ed integrazioni, produsse una dichiarazione che gli abusi sugli immobili erano antecedenti al 1995.
(Riguardo a questi abusi, a nessun giudice che fin’ora ha indagato sulle mie denunce è venuto in mente di verificare che la stessa esistenza di un condono di siffatte proporzioni (per altro presentato nella stessa guisa anche dagli amministratori degli altri 5 edifici del Parco delle Ginestre) è una prova che lo stesso complesso venne edificato in difformità, senza provvedere al condono, fatto per cui è ovvio che, differentemente da quanto deciso dal giudice Criscuolo nella sentenza 309/04 e poi avallato dal collegio giudicante in corte di Appello con la sentenza 2360/05, gli immobili non dovevano ritenersi commerciabili, come invece fino ad oggi viene sostenuto.
Che il condono lo presenti le “Opere di Religione dell’Arcidiocesi di Napoli” per il suo fabbricato e non faccia altrettanto l’Augustissima Arciconfraternita, per il fabbricato di sua proprietà, le cui sorti sono legate alla medesima concessione edilizia,(pertanto identicamente abusivo), la dice lunga sulla necessità dell’Arciconfraternita di non apparire, per far restare nell’oblio la posizione amministrativa del suo immobile, (Che non possiede licenza di abitabilità identicamente a quelli del parco) apparentemente urbanisticamente distaccato da quelli del Parco delle Ginestre” ma invece parte della speculazione, anzi, ad essa Arciconfraternita e pertanto alla Curia Arcivescovile, é da attribuirsi la responsabilità per mancanza di vigilanza sulla buona condotta del costruttore (Culpa in vigilando) il quale non completando le opere e le pratiche amministrative coerentemente con quanto stabilito nella convenzione per lottizzazione, ha messo in pericolo la integrità giuridica e amministrativa del fabbricato in permuta con conseguenza certa di sequestro di tutti e sette edifici, qualora anche a Casalnuovo di Napoli si decidesse di far valere le leggi nazionali).
Luigi Iovino
(Ancora in lavorazione...)